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martedì 23 maggio 2017

Il club del 27 non esiste.

e così,
non solo è scoppiata una bomba nella adorabilissima (perché,
sì, ci ha regalato il capitalismo industriale,
che è una brutta cosa,
ma,
raga, I JOYDIVISION!!!!!
quelli che se non c'erano loro Paul Bono Hewson finiva a fare il cameriere travestito, e io non lo so quindi meglio non pensarci...) Manchester,
ma scopro che Chris(topher?) Cornell, quello che
"tesoro, non sono il tuo trampolino,
sono un'autostrada"
(eh, sì, si voleva bene giusto un pelino meno di me) non è prematuramente scomparso per la solita overdose, ma si è impiccato.

il club della corda con il nodo è ben popolato,
dispiace che si sia aggiunta una persona sconosciuta ma cara.

ecco,
in questa epoca di Dantoniana dopo-verità,
se proprio dobbiamo scegliere,visto che un ultimo tango può valere una scomunica,
se è ballato bene,
tra il sapone ed il burro...




addio Chris,
che la terra ti sia lieve.

lunedì 3 aprile 2017

cinque lacrime sulla mia pelle (cit.)

ormai non posso più rimandare.

il rapporto ordine-caos in casa sta lentamente ma saldamente orientandosi in una direzione, la trasmissione per l'estate, almeno a livello di beta test, c'è, il jackset per il buon fakko l'ho fatto ieri sera...

cominciamo con il mettere a verbale che ho letto fumetti, tanti.

anche di quelli porno, così come fumetti che cercavano di darsi un tono, come quelli scritti da Neil Gaiman. tra questi fumetti ad alto peso specifico ce n'era uno che evidentemente deve essermi piaciuto parecchio, perché quando seppi che sarebbe uscito il film mi dissi "bene, mi fiondo a vederlo" e ne fui soddisfatto.
anzi, mi gasai un casino.
solo pochi mesi prima mi ero sentito in qualche modo avvicinato al buon Mercus, quando in pausa tra la prima e la seconda ora di interpretazione simultanea era saltato fuori che lo conosceva pure lui quell'anarchico lì (ero giovane, cazzo ne sapevo di cosa c'è dentro i libri di storia?). il fumetto comunque l'autore lo descrive così:

“  Il punto centrale è, ma questo tizio ha ragione? o si è bevuto il cervello? E tu, lettore, cosa ne pensi? Soluzione che mi sembrò puramente anarchica. Io non volevo dire alla gente cosa pensare, volevo solo dire alle persone di riflettere e considerare alcuni di questi piccoli elementi cosiddetti estremi, e che pur tuttavia si ripresentano abbastanza regolarmente lungo tutta la storia dell'umanità.
[fonte:en.wikipedia.org]




è la storia di un personaggio un po' sopra le righe e abbastanza fuori dagli schemi, nonché tendenzialmente solitario, qualcosa che quelli che ascoltano Neil Young sono in grado di capire almeno lontanamente. siccome sono un cretino, e l'internet traboccava di loghi e patacche collegate alla pellicola in questione, distribuita e prodotta da una di quelle robe chiamate majors, avevo anche pensato di farmi un'immaginetta da postare qui sopra, che dicesse "vinassa.AT.radiopop" perché mi piace sentirmi figo.
fortunatamente, visti gli sviluppi successivi, non lo feci. l'autore, comunque, a vedere quel disegnino andare in giro come avesse vita propria un poco si commuove.

“   L'altro giorno guardavo il telegiornale raccontare che da queste parti c'era stata una manifestazione di protesta di fronte al quartier generale di Scientology e ho avuto un moto d'animo, all'improvviso è partito un filmato che faceva vedere tutti questi manifestanti che indossavano delle maschere di Guy Fawkes à la V per Vendetta. Mi ha fatto piacere. Mi ha fatto sentire un piccolo calore dentro.
[fonte:en.wikipedia.org]


però poi, diamine, la storia continua a far la sua piroetta, e invece della palpebra ti cala l'entusiasmo.
che bello vedere l'impegno giovane coagularsi come per effetto della gravitazione, che bello vedere speranze e ideali forti, anche se da dopo quel libro del 1964 su un controverso processo tenutosi dalle parti di quella che per i monoteisti è terra santa, nessuno può più fare finta che le idee siano una cosa buona di per sé.



io poi per professione mi occupo di contesti, mi ci devo aggrappare pena il dire sonore cazzate, e contrattualmente rilevanti.
e il signor Moore, così come anche nella sua opera successiva, si sbizzarriva a strizzare occhiatine in giro, cosa resa possibile da un fenomeno che un italiano rinomato in tutto il mondo ha descritto con il termine intertestualità.
ma, guarda caso, se al signor Moore piaceva che come conseguenza del film di cassetta (mò lo chiamano blockbuster, ma io sono vecchio dentro) la maschera di Guy F. andasse in giro per il mondo, sull'adattamento filmico aveva qualcosina da ridire, e nemmeno di poco conto, se vogliamo essere pignoli.

   una parabola adatta all'era Bush fatta da persone troppo timide per ambientare una satira politica nel proprio paese... è la fantasia liberal-americana deviata frustrata e ampiamente impotente di qualcuno mosso da valori liberali-americani che si erge contro uno stato governato dai neocon - che non è l'argomento del fumetto di V per Vendetta. Il fumetto aveva come argomento il fascismo, l'anarchia, l'Inghilterra.
[fonte:en.wikipedia.org]


ecco,
non so voi,
ma io la differenza tra un collettivo, un fascio e un agglomerato, non solo credo di vederla, ma sono certo di percepirla. ed una canzone sul senso di ragno l'ha scritta pure thom yorke, ma di quello mi occupo in un post a venire.

sabato 18 giugno 2016

Tra color che son sospesi (cit.)



mentre scrivo queste righe il futuro è come una spada di Damocle che per pigrizia o mancanza di convinzione,
invece che precipitare decapitando,
se ne resta poco sopra,
svolazzando quà e là;
ma è un trucco di bassa prestidigitazione,
il futuro è un cazzo di treno merci col silenziatore,
ma a pieno carico,
che nel caso specifico,
per un discreto numero di persone,
arriverà in stazione in un momento posteriore alle 23:00 di domenica 19 Giugno.

comunque vada sarà un massacro,
ho sentito dire da più parti nella diecina di giorni che precede il sabato che potrei chiamare "oggi",
perché la felicità è un mito fin troppo pubblicizzato,
di reali ci sono solo l'estasi e l'allegria,
o la contentezza
(se preferite e avete quell'inclinazione),
che fenomenologicamente sono tutt'altro.

comunque vada,
apprendo dalla accesa discussione di due colleghi,
ci sono buone probabilità che questa strana gestionale primavera urbanistica,
affondi in uno dei tanti bidoni dimenticatoio,
di quella historia magistra vitae (cit.),
che solo i vincitori e i non schiavi hanno tempo di scrivere,
che è il motivo per cui non credo che il sommo accoltellatore stilnovista avrà da ridire (beh, il fatto che sia morto naturalmente aiuta...) sul mio scroccare il titolo.

Sì, va bene, ma tu da che parte stai?
potrebbe legittimamente chiedere qualcuno,
e la mia risposta sarebbe che,
se davvero "la politica è comunicazione" come afferma uno dei 2 colleghi
(non lo credo,
e mi tocca così osservare che,
probabilmente,
Goebbels sarebbe stato d'accordo con lui),
o anche se così non è,
io sto dalla parte di quelli che non hanno paura di chi,
pensando di avere qualcosa di importante da dire,
non foss'altro che un semplice (ma non banale) "io esisto",
proprio perché importante lo scrive su un muro,
dove lo sguardo arriva anche senza bisogno di antenna o adsl.

lo sguardo di tutti,
interessati e non;
perché se esiste un grado zero della politica,
io credo che sia nell'ammettere che se un testo esiste è perché esiste sempre un contesto,
e una cagatina su un blog non potrà mai rendere conto di tutte le possibili interazioni, permutazioni e altre operazioni con e su i due.


la primavera gestionale di cui sopra,
non stavo bene abbastanza da potermela godere,
ma sapere che era lì fuori,
quasi a portata di mano,
di tanto in tanto qualche brividino l'ha ben provocato!

chi pensa che sia poco,
cosa cazzo ci fa a perder tempo su un blog così inutile,
quando fuori ci sono il sole e la vita?